
Atticus e Scout (1962)
Non ho mai sopportato le domande del tipo «Qual è il tuo libro/film/canzone preferito?». Ma santo cielo, come si fa a rispondere? Sarebbe già un’impresa individuare i primi cinque, o dieci. Ma ultimamente nel settore cinematografico ho sviluppato una stupefacente sicurezza nel cavarmi d’impaccio. Se proprio proprio devo dire un titolo, ed uno solo, non ho dubbi: è Il buio oltre la siepe. I motivi sono innumerevoli: è una delle migliori trasposizioni cinematografiche mai realizzate (più che all’altezza del bellissimo romanzo di formazione To Kill a Mockingbird di Harper Lee da cui è tratto), si avvale di un Gregory Peck da Oscar (l’unico, oltre quello alla carriera), di una fotografia da manuale e di titoli di testa che entrarono subito nella storia del cinema per l’originalità. La giovane Mary Badham che interpreta Scout è semplicemente meravigliosa (fu candidata all’Oscar come migliore attrice non protagonista), e i temi trattati (giustizia, rispetto per il diverso, razzismo, rapporto padre/figli, la linea d’ombra…) sono tutti dei signori temi.
E poi c’è il fatto che ogni volta che lo vedo, inevitabilmente, mi commuovo. Sempre allo stesso punto. Alla fine, quando la voce narrante (Scout da grande) dice: «Boo era nostro vicino. Ci aveva regalato due bambole di sapone, un orologio rotto con la catena, una paio di monetine portafortuna. E le nostre vite».
Una voce narrante perfetta, dolcissima. Che mi provoca una sorta di effetto pavloviano: la sento, e mi commuovo.
Adesso ho scoperto perché.
La voce è di Lydia Simoneschi, una delle più grandi doppiatrici italiane di tutti i tempi.
E’ stata la voce ufficiale di Vivien Leigh (sì, anche di Rossella O’Hara), di Jennifer Jones (quanto ho pianto per L’amore è una cosa meravigliosa…), Susan Hayward, Barbara Stanwyck, Maureen O’Hara (anche in Un uomo tranquillo), di Ingrid Bergman in quasi tutti i film a partire da quelli di Hitchcock, di Bette Davis, Joan Fontaine, Deborah Kerr, Paulette Goddard… Solo per citare le più note.
E come se non bastasse è stata la voce di Katharine Hepburn ne Il mago della pioggia, che nei miei “primi dieci” ci entra sicuramente.

Burt Lancaster e Katharine Hepburn
Ha doppiato anche attrici brillanti come Angela Lansbury in Pomi d’ottone e manici di scopa e Lucille Ball. E’ stata la voce di Donna Reed in La vita è meravigliosa, e di Simone Signoret in Casco d’oro. Ha dato voce anche a diverse attrici italiane, da Sophia Loren (in ben otto film) ad Alida Valli (in cinque, tra cui Il caso Paradine). E’ stata la voce di Silvana Mangano in Riso amaro, e ancora di Valentina Cortese, Silvana Pampanini, Eleonora Rossi Drago…
E anche se la voce narrante ne Il buio oltre la siepe resterà per me la sua performance migliore, non dimentichiamo che nei cartoni animati di Walt Disney parlano grazie a lei la Fata Turchina di Pinocchio, la mamma di Bambi, la fata Flora della Bella addormentata nel bosco, la Fata Smemorina di Cenerentola, Maga Magò de La spada nella roccia e Lady Cocca in Robin Hood.

Lady Cocca
Non so se mi spiego.